La lesione del legamento collaterale mediale 2017-05-11T11:27:00+00:00

La lesione del legamento collaterale mediale

Eziopatogenesi

La lesione del LCM è normalmente associata ad una sollecitazione in valgo del ginocchio causata, ad esempio, da un trauma contusivo sulla parte laterale del ginocchio stesso, oppure da una caduta su di un fianco mentre l’arto è fermamente poggiato al suolo. Talvolta il danno al LCM può verificarsi anche per un trauma contusivo a livello del ginocchio in catena cinetica aperta, ossia quando il piede non è a contatto con il terreno. Un evento secondario associato alla lesione del LCM può essere costituito dalla lacerazione del menisco mediale. Il danno può anche verificarsi a causa del sovraccarico funzionale dato da overuse, come nel caso dei nuotatori di stile a rana, dove l’articolazione del ginocchio subisce un’estensione a “frusta” ripetuta durante il gesto tecnico specifico. A parte alcuni casi particolari, come quello sopra descritto, il danno al LCM si verifica per la maggior parte dei casi nell’ambito degli sport di contatto come ad esempio il calcio, il rugby, la lotta ecc.

Clinica e diagnosi

Nei casi distorsioni di lieve entità la sintomatologia dolorosa può essere estremamente contenuta se non completamente assente, al contrario un trauma di una certa gravità, provoca un dolore acuto sulla parte interna del ginocchio, che può persistere per parecchie ore ed anche per alcuni giorni. In questo caso qualsiasi tipo di movimento dell’articolazione del ginocchio può rivelarsi impossibile. Si può notare gonfiore sulla parte interna del ginocchio, associata ad un livido più o meno esteso in rapporto all’entità del trauma distorsivo subito. Il ginocchio insultato può presentare una mancanza di stabilità ed un impossibilità funzionale nel sostenere il peso corporeo del soggetto.
In primo luogo occorre indagare sulle modalità meccaniche che hanno condotto all’evento traumatico, chiarendo precisamente la sintomatologia dolorosa percepita dal paziente in concomitanza al trauma stesso. Dovranno in seguito essere determinati i vari angoli e le differenti posizioni alle quali il paziente lamenta il dolore, unitamente alla valutazione dell’estensione e dell’ubicazione dell’area che presenta gonfiore. Dovrà essere valutata clinicamente anche un’eventuale lassità del ginocchio. Se l’area che presenta gonfiore è particolarmente evidente ed estesa ed il movimento articolare del ginocchio è seriamente limitato da una sintomatologia dolorosa particolarmente acuta, può essere consigliabile un immobilizzazione e mettere a riposo l’arto lesionato per un periodo compreso tra i tre ed i cinque giorni. Nei casi in cui si sospetti un danno anche a carico di altre strutture legamentose e/o cartilaginee, si può rivelare necessario effettuare una Risonanza Magnetica.

Trattamento

Nelle prime 24-36 ore successive all’evento traumatico, è consigliata l’applicazione di ghiaccio sulla zona della lesione, il mantenimento dell’arto in posizione elevata e l’applicazione di una bendaggio elastico. Successivamente, in alcuni casi, può essere necessario fare ricorso ad un immobilizzazione del ginocchio effettuata grazie all’applicazione di una ginocchiera. Per ciò che riguarda la terapia farmacologia di supporto, può essere indicata la somministrazione di antinfiammatori non steroidei, come ad esempio l’ibuprofen, allo scopo di lenire il dolore e ridurre lo stato infiammatorio. Raramente i danni del LCM necessitano di trattamento chirurgico, a cui invece sovente si ricorre nel caso in cui il trauma lesivo a carico del LCM, sia associato al danno di altre strutture legamentose o cartilaginee. Il trattamento normalmente consigliato è quindi di tipo conservativo. Il fatto che la scelta terapeutica preferenziale si orienti verso il trattamento di tipo conservativo e dovuta al fatto che il LCM presenta maggiori capacità autoriparative rispetto ad altre strutture legamentose come il LCA ed il legamento crociato posteriore (LCP).

Riabilitazione e ritorno dell’attività sportiva

Una distorsione del LCM di medio-bassa entità, viene risolta, previo adeguato trattamento, nell’arco di 2 – 6 settimane. Distorsioni più gravi possono richiedere periodi d’immobilizzazione e di riposo nettamente maggiori, soprattutto nel caso in cui sia particolarmente evidente un instabilità articolare a livello del ginocchio. Nel caso in cui, i danni associati alla lesione del LCM siano stati di un’entità tale da richiedere un trattamento di tipo chirurgico, i tempi di recuperò dipenderanno dal tipo d’intervento subito, dalle condizioni muscolari pre-operatorie, nonché dalla lassità che l’articolazione presenterà dopo l’intervento subito. In ogni caso, dopo un trattamento chirurgico, la ripresa di una totale funzionalità muscolo-articolare, normalmente comporta tempi non inferiori ai tre mesi. Sfortunatamente, una volta lesionato, il LCM è particolarmente esposto alle recidive, per questo motivo è fortemente consigliato, all’atleta che è incorso in questo tipo d’infortunio, di effettuare costantemente un programma di rinforzamento specifico della muscolatura del ginocchio.
Il ritorno all’attività sportiva può essere intrapreso nel momento in cui vengano soddisfatte le seguenti condizioni:
-Il gonfiore è completamente scomparso
-E’ assente a riposo qualsiasi tipo di sintomatologia dolorosa
-Nessun dolore viene percepito nel momento in cui la gamba lesa supporta il peso corporeo
-L’atleta non riferisce nessun dolore durante attività specifiche impegnative come il calciare, il saltare, il cambiamento di direzione in corsa ecc.
-L’articolazione del ginocchio non presenta lassità, se non minima.

Normalmente le condizioni sopra elencate vengono raggiunte, nel caso di distorsione di bassa-media entità, nell’arco di 2 – 4 settimane. Nel caso di traumi più gravi possono rendersi necessarie invece dalle 4 alle 8 settimane di trattamento fisioterapico. Nel caso infine in cui si sia dovuti ricorrere al trattamento chirurgico, si renderanno purtroppo necessari diversi mesi di riposo e di trattamento riabilitativo prima di poter ritornare alla pratica sportiva.

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